A scuola con i tablet

Preparando il primo giorno di scuola, mi assale un ricordo d’infanzia, ogni anno: quello delle maestre che passavano mezze giornate ad arricchire le pareti dell’aula con cartelloni, mappe, abbecedari, in una festa di colori che nascondeva le pareti spesso un po’ squallide e trascurate degli edifici scolastici.

Da prof. non si vive così, perché in tutti gli anni di studio successivi ragazzi e insegnanti hanno fatto progressivamente l’abitudine all’ambiente impersonale, in cui al massimo c’è la solita carta geografica, un orologio (se qualche classe ha fatto la colletta per comprarlo) e il crocifisso (sempre che qualcuno non l’abbia sostituito con qualche spiritosata come un cartello “torno subito”).

Bene, l’accoppiata tablet più LIM mi costringe a ripensare al primo giorno di scuola come a un momento da preparare arredando un ambiente. Non certo l’ambiente fisico della muratura, ma, questa volta, lo spazio virtuale, che deve essere arricchito con applicazioni, risorse multimediali, esercizi interattivi.

Mi sento, finalmente, un po’ maestrina e scopro che le stanze da preparare sono potenzialmente labirinti infiniti di conoscenze e relazioni…

E il naufragar m’è dolce, in questo mare!

 

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