La mia personale celebrazione del Document Freedom Day

Oggi il mio lavoro è intenso su tante cose, ma in particolare sto cercando di capirne di più sui sistemi open di gestione documentale. Insomma, studiare prima di parlare, direi. Non mi si dirà che non è un buon motto.

Tra le cose che studio merita di essere segnalata la raccolta di materiali di quello che è stato l’evento della giornata:

http://aliprandi.blogspot.it/2015/03/document-freedom-day-2015-slides-e.html

E con questo faccio anche un passo avanti, dall’open source all’open standard. Problema che sento molto nella scuola (tanto lo sentono profondamente in pochi, direi, quanto è completamente trascurato da tutti gli altri, che ne ignorano persino la definizione di base). Negli istituti scolastici, dove non abbondano i flussi di denaro che potrebbero (dovrebbero?) garantire costante aggiornamento del software adatto all’innovazione, si sta correndo il grosso rischio di fruire passivamente di un mercato in cui non si conosce che fine fanno i dati, abbindolati dalla proposta commerciale o dalla formazione accattivante per il personale amministrativo. Peggio ancora, si rischia di restare schiavi di abitudini, di contratti consolidati, e di una scarsa propensione a ridiscutere procedure per giungere a pratiche che garantirebbero un miglior futuro al nostro lavoro. In questo pensare preoccupata, in questo affannoso documentarmi (non banale per una prof. di latino), il lavoro di generosi esperti è un puntello non da poco, anche per il morale.

Un grazie particolare, quindi, a Simone Aliprandi che sta diffondendo con grande impegno quelli che dovrebbero essere valori, diritti e doveri dei cittadini digitali!

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I fili di Arianna

Ieri ho avuto il piacere di presentare un libro di un’autrice che ricordo, ragazza, sui banchi del liceo. La ricordo come una compagna di pochissimo più grande di me, ma già decisamente più grintosa e anticonformista, con una personalità molto spiccata.

Mi è sembrato piacevole e confortante ritrovare questa impressione di tanto tempo fa nelle pagine del suo libro, proprio nei personaggi da lei creati, figure femminili che reagiscono agli stereotipi cercando la loro personale strada nell’esistenza, attraverso scatti di ribellione, fughe, beffe e talvolta persino ricorrendo all’omicidio. Sempre senza perdere quel fondo di sensibilità e delicatezza che le può rendere sognatrici o razionalissime vendicatrici.

Il volume si intitola I fili di Arianna, l’autrice è Viviana Gabrini, l’editore Primula Edizioni. Uscito da poco, l’ho presentato ieri al Caffè Nazionale di Voghera e potete trovarlo facilmente in giro a Pavia e nell’Oltrepò: non perdetevelo.

SERATA-PRESENTAZIONE-LIBRO

 

 

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