EAS Day Università Cattolica di Milano

Sempre piacevole entrare in contatto con ambienti stimolanti e ricchi di idee, in cui i colleghi che sperimentano con entusiasmo, ma anche solide basi metodologiche, sono punto di riferimento e incoraggiamento. Un onore, poi, essere coinvolti attivamente per un contributo.

Per chi non sa di cosa si tratti, una breve introduzione. L’utilizzo dell’EAS (Episodio di Apprendimento Situato) nella didattica è oggetto di ricerca attiva e sperimentazione da parte del Cremit (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media all’Informazione e alla Tecnologia). Il prof. Pier Cesare Rivoltella e i suoi collaboratori ne hanno dato un primo quadro complessivo nel volume Fare didattica con gli EAS.

Si tratta, a mio parere, di una proposta metodologica molto interessante per attività didattiche curricolari mono e pluridisciplinari, in tempi contenuti e controllati e con attenzione particolarmente spiccata alla metacognizione e alle pratiche valutative. Il modello no richiede necessariamente strumenti tecnologici in classe, ma certamente il contributo delle tecnologie può essere significativo. D’altro canto, avendo a disposizione strumenti tecnologici, il modello EAS permette di non improvvisare un quadro organizzativo e pedagogico e di avere sempre chiari gli obiettivi e gli elementi chiave del processo di apprendimento.

Questa la spiegazione di Pier Cesare Rivoltella, ben oltre il mio modesto giudizio.

Il 3 ottobre un convegno ha permesso di esporre nuove idee e risultati di sperimentazioni. In questo ambito mi sono occupata di strumenti “2.0″ per le fasi dell’EAS che richiedono attività di sintesi. Per ulteriori dettagli vi rimando all’abstract e alle slide pubblicate su Slideshare:

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