Il risveglio dello scatolone

Ogni tanto ci vuole una pausa, perché la ripresa sia significativa. Ecco, dunque, l’ennesima ripresa dopo una pausa.

Oggi il motto è quello che ho appena letto sulla rivista del sindacato CISL: #generarevalori .

Mi sembra una proposta molto interessante e in fondo in sintonia con quanto ho cercato di fare nella vita scolastica mentre il blog restava quiescente in attesa di tempi più adatti alla scrittura.

Generare valori è un motto davvero bello, ma include in sé così tanti impegni che è un progetto davvero troppo ambizioso per un singolo individuo, per quanto bravo possa essere.

Generare valori ha senso solo se siamo una comunità inclusiva e collaborativa. Ecco, dunque, come si torna alla consueta sfida di ogni giorno.

Buon anno scolastico a tutti!

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Tutti alle prese con i cookies

Oggi per tutti gli amanti della pubblicazione in rete, i blogger, i webmaster è stata la giornata del biscottino.

Il perché è spiegato egregiamente qui: http://www.mrwebmaster.it/leggi-fisco/cookie-law-italiana_12024.html

e qui : http://www.chefuturo.it/2015/06/guida-cookie-law/ e in una puntata di Eta Beta http://www.etabeta.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-70b3f277-8dae-4603-b15b-dbc6d0b77da4.html

I visitatori più attenti si saranno anche accorti che il mio sito personale non fa eccezione e si è arricchito di un bannerino che chiede il consenso. Un orpello giuridicamente imposto, sul quale c’è anche chi ha la prontezza di scherzare per aggirarne ogni seriosità: http://www.espertoweb.it/cookie.php . Questa policy geniale è opera di Francesco Leonetti, che spiega anche in un tutorial video come individuare i cookies presenti sul proprio sito.

Video sui cookies

Se come me siete utenti wordpress, non fatevi comunque spaventare: ci sono molti plugin per aiutarci!

Quello che si prepara ad offrirci più funzionalità è https://wordpress.org/plugins/eu-cookie-law/ al cui sviluppo ha contribuito, anzi sta contribuendo,  anche il bravissimo Marco Milesi. Per ora abbiamo un modo molto semplice di configurare un banner che compare automaticamente ai visitatori con il rimando a un’informativa e il pulsante di consenso. Features prossime venture: la possibilità di rimandare a una pagina del sito con informativa estesa e quella di rifiutare i cookies.

Per il momento comunque si può cominciare a provarlo andando in bacheca/Plugin/aggiungi nuovo e scegliendo di installare Eu Cookie Law. Poi il plugin va attivato e configurato. Di seguito la schermata della pagina di configurazione.

schermata configurazione eu cookie

 

Buon lavoro a tutti!

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La mia personale celebrazione del Document Freedom Day

Oggi il mio lavoro è intenso su tante cose, ma in particolare sto cercando di capirne di più sui sistemi open di gestione documentale. Insomma, studiare prima di parlare, direi. Non mi si dirà che non è un buon motto.

Tra le cose che studio merita di essere segnalata la raccolta di materiali di quello che è stato l’evento della giornata:

http://aliprandi.blogspot.it/2015/03/document-freedom-day-2015-slides-e.html

E con questo faccio anche un passo avanti, dall’open source all’open standard. Problema che sento molto nella scuola (tanto lo sentono profondamente in pochi, direi, quanto è completamente trascurato da tutti gli altri, che ne ignorano persino la definizione di base). Negli istituti scolastici, dove non abbondano i flussi di denaro che potrebbero (dovrebbero?) garantire costante aggiornamento del software adatto all’innovazione, si sta correndo il grosso rischio di fruire passivamente di un mercato in cui non si conosce che fine fanno i dati, abbindolati dalla proposta commerciale o dalla formazione accattivante per il personale amministrativo. Peggio ancora, si rischia di restare schiavi di abitudini, di contratti consolidati, e di una scarsa propensione a ridiscutere procedure per giungere a pratiche che garantirebbero un miglior futuro al nostro lavoro. In questo pensare preoccupata, in questo affannoso documentarmi (non banale per una prof. di latino), il lavoro di generosi esperti è un puntello non da poco, anche per il morale.

Un grazie particolare, quindi, a Simone Aliprandi che sta diffondendo con grande impegno quelli che dovrebbero essere valori, diritti e doveri dei cittadini digitali!

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I fili di Arianna

Ieri ho avuto il piacere di presentare un libro di un’autrice che ricordo, ragazza, sui banchi del liceo. La ricordo come una compagna di pochissimo più grande di me, ma già decisamente più grintosa e anticonformista, con una personalità molto spiccata.

Mi è sembrato piacevole e confortante ritrovare questa impressione di tanto tempo fa nelle pagine del suo libro, proprio nei personaggi da lei creati, figure femminili che reagiscono agli stereotipi cercando la loro personale strada nell’esistenza, attraverso scatti di ribellione, fughe, beffe e talvolta persino ricorrendo all’omicidio. Sempre senza perdere quel fondo di sensibilità e delicatezza che le può rendere sognatrici o razionalissime vendicatrici.

Il volume si intitola I fili di Arianna, l’autrice è Viviana Gabrini, l’editore Primula Edizioni. Uscito da poco, l’ho presentato ieri al Caffè Nazionale di Voghera e potete trovarlo facilmente in giro a Pavia e nell’Oltrepò: non perdetevelo.

SERATA-PRESENTAZIONE-LIBRO

 

 

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Digital Champion: anno nuovo, incarico nuovo

“Digital champion” può sembrare a molti un appellativo che risente troppo di una certa retorica anglofona da marketing e come tale può suscitare anche diffidenza, se non addirittura qualche resistenza. Occorre quindi che ne chiariamo l’origine e il significato, prima ancora di parlare di persone e dei loro progetti.
Innanzitutto, il nome è in inglese non per vezzi esterofili all’italiana, ma perché così stabilito a livello europeo: più precisamente, è una carica istituita dall’Unione Europea nel 2012 . Come si spiega anche sul sito digitalchampions.it , il digital champion è una sorta di ambasciatore dell’innovazione, presente quasi in ogni paese dell’Unione. In Italia il digital champion nazionale è Riccardo Luna, giornalista noto principalmente come direttore della rivista Wired Italia. Nel nostro paese si è deciso, a partire da questa personalità, di creare una sorta di rete di innovatori, diffondendo lo spirito e anche la carica di digital champion sul territorio. Sono state quindi effettuate via web le raccolte delle candidature e le selezioni dei volontari, appassionati di tecnologia, incaricati di diffondere in ogni comune la cultura digitale.
In tutto si arriverà a più di 8000 nomi, uno per comune; apparentemente tanti e io spero abbastanza da sostenersi a vicenda, perché il ruolo non è semplice.
In molte città (e Voghera non fa eccezione) occorre lavorare seriamente per dare un contributo alla costruzione del futuro, che inevitabilmente passerà attraverso la crescente digitalizzazione e la necessità di rendere effettive ed efficaci le dinamiche dell’innovazione, dell’inclusione e della trasparenza che possono derivare da un uso costante e consapevole della tecnologia.
Questo significa essere vicini alle istituzioni e ai cittadini, supportando e stimolando il cambiamento, aiutando gli incerti e i dubbiosi, contribuendo ad informare chi non si sente preparato. Una sfida al limite dell’impossibile, se si considera che il digital champion non solo non è retribuito, ma non ha neppure uno staff e un budget.
A chi si chiede e si chiederà per quale motivo ho scelto di candidarmi ad un incarico tanto anomalo posso fornire soltanto una risposta: perché ci credo. Sono convinta, cioè, che sia utile alla comunità e, dal momento che sto svolgendo da oltre un decennio un ruolo simile nel mondo della scuola, posso provare a tendere una mano anche alla cittadinanza, là dove servirà.
Per inaugurare quello che mi auguro sarà un percorso verso l’innovazione, il prezioso supporto di amici, colleghi e della mia tecnologica famiglia mi ha permesso di iniziare da dove sono partita, cioè dalle nuove generazioni e dalla scuola: con loro ho organizzato un CoderDojo, cioè un incontro gratuito per insegnare ai ragazzini (dai 7 ai 14 anni) a programmare. Tutte le informazioni si trovano su https://coderdojovoghera.wordpress.com . Per ora i biglietti (rigorosamente digitali e gratuiti) stanno letteralmente andando a ruba e credo che in uno dei prossimi numeri del giornale tornerò a raccontarvi com’è andata e quali altre iniziative potremo mettere in cantiere.

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A SMAU Milano 2014

Grazie a IWA Italy, l’associazione internazionale per la professionalità nel web, il gruppo di lavoro di Porte Aperte sul Web può presentare anche quest’anno tutte le novità che sono gratuitamente a disposizione delle scuole.

Il quadro complessivo degli interventi si trova qui, sul sito della comunità di pratica.

Il mio piccolo compito è stato tornare sul tema della Social Media Policy, trascurato quanto importante, in verità. Anche in questo caso rimando per ulteriori dettagli alle slide pubblicate su Slideshare:

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EAS Day Università Cattolica di Milano

Sempre piacevole entrare in contatto con ambienti stimolanti e ricchi di idee, in cui i colleghi che sperimentano con entusiasmo, ma anche solide basi metodologiche, sono punto di riferimento e incoraggiamento. Un onore, poi, essere coinvolti attivamente per un contributo.

Per chi non sa di cosa si tratti, una breve introduzione. L’utilizzo dell’EAS (Episodio di Apprendimento Situato) nella didattica è oggetto di ricerca attiva e sperimentazione da parte del Cremit (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media all’Informazione e alla Tecnologia). Il prof. Pier Cesare Rivoltella e i suoi collaboratori ne hanno dato un primo quadro complessivo nel volume Fare didattica con gli EAS.

Si tratta, a mio parere, di una proposta metodologica molto interessante per attività didattiche curricolari mono e pluridisciplinari, in tempi contenuti e controllati e con attenzione particolarmente spiccata alla metacognizione e alle pratiche valutative. Il modello no richiede necessariamente strumenti tecnologici in classe, ma certamente il contributo delle tecnologie può essere significativo. D’altro canto, avendo a disposizione strumenti tecnologici, il modello EAS permette di non improvvisare un quadro organizzativo e pedagogico e di avere sempre chiari gli obiettivi e gli elementi chiave del processo di apprendimento.

Questa la spiegazione di Pier Cesare Rivoltella, ben oltre il mio modesto giudizio.

Il 3 ottobre un convegno ha permesso di esporre nuove idee e risultati di sperimentazioni. In questo ambito mi sono occupata di strumenti “2.0″ per le fasi dell’EAS che richiedono attività di sintesi. Per ulteriori dettagli vi rimando all’abstract e alle slide pubblicate su Slideshare:

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La giornata aperta sul web:appuntamento da non perdere!

L’appuntamento milanese con la giornata aperta sul web è sempre, nonostante il periodo dell’anno in cui siamo tutti decisamente affaticati, un momento in cui si ritrova il vigore di chi ha tante idee da condividere.

Nella mattinata gli esperti presentano problemi di attualità nella gestione dei siti web e rispondono ai dubbi che nascono dal confronto tra normative non sempre così conosciute tra le mura scolastiche e una pratica quotidiana che richiede energie e attenzione anche in molte altre direzioni, più umane e psicologiche, rispetto ai canoni della burocrazia.

La giornata aperta è sempre il momento in cui tutti riscopriamo una scuola attenta ai propri doveri, ma fatta innanzitutto di partecipazione e di persone. Sempre ricchissimo, infatti, il programma di workshop pomeridiani, in cui i colleghi, gli amici, della comunità si impegnano a mostrare agli altri i risultati di un lavoro intenso e appassionato per dare alla scuola il massimo di risorse con software liberi, strumentazioni poco costose, applicazioni disponibili gratuitamente sul web.

Il programma completo è qui: http://www.istruzione.lombardia.gov.it/protlo8448_14/

Sorpresa! Ci sarò anch’io, per mia grande soddisfazione in compagnia di una blogger (e collega) mitica: Caterina Policaro.

 

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